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giovedì, 28 luglio 2005
Oggi mi è stato detto che mi trovo ad un incrocio. Dietro di me c'è la strada percorsa, le scarpe cominciano ad essere un po' consumate, come quelle vecchie Nike sulla cui suola avevo scritto tutti i posti che avevo visitato. Ma una scarpa non ti fa vedere dove sei stato, non ti dice se hai fatto degli errori, ti fa vedere solo che hai percorso. E forse è questo l'importante. L'aver percorso una strada, un cammino. In salita, in discesa, sull'asfalto, sulla terra rossa di un campo da tennis, sul parquet a pallavolo, sulla walk of fame, sul lungo mare, sui ciottoli, sul ghiaino di un cimitero, tra i tavoli di una festa in città, su un palcoscenico, in una metropolitana, in una nave. Adesso sono fermo. Guardo dietro di me, e vedo che di strada ne ho fatta. Quasi sempre evitando la via principale, preferendo le stradine poco frequentate, che possono portarti ad una gran felicità o ad una bella sprangata nei denti. La vedo. Non è tutta asfaltata, ci sono un sacco di pozzanghere emotive, molte salite e qualche piacevole discesa. Non è una strada dritta, una sicura linea continua che sicuramente mi avrebbe dato a noia. Ha un sacco di curve, molte le ho fatte come se guidando e tirando il freno a mano, pieno di adrenalina per averle affrontate. Altre invece hanno la mia faccia spiaccicata contro un masso. Lungo la strada i paesaggi sono cambiati, sono cambiate le persone. Chi mi ha abbandonato e chi invece ho abbandonato io. Un evolversi di sensazioni, di tramonti, di albe, di profumi, di puzze pazzesche, sapori, rumori, musica. Sulla mia scia migliaia di canzoni, sopra la mia testa un gabbiano dell'est che vigila sempre su di me e che prima era qualcuno che ho amato. E ora sono qui.

Posso solo andare avanti, devo solo andare avanti. Soffro per il distacco. Non potrò più tornare indietro, è a senso unico, non posso fare un'inversione a U. Perchè cancellerei qualcosa e adesso non sarei qui. O meglio, ci riarriverei tra un po'. E non avrebbe senso. Anzi sarebbe un senso unico senza senso. La strada che ho percorso rimarrà, ma in me, su di me, come un tatuaggio di quelli che non si capisce niente, o un pazzoide e geniale disegno di Da Vinci. Da che parte devo andare non lo so. Abbandonare ciò che conosci bene, ciò in cui credevi, ti sei convinto di credere e hai sempre creduto è difficile, complicato e utopicamente evitabile. Eppure. Mi guardo attorno, e se prendo un telescopio vedo che nessuna delle strade che vedo dinnanzi a me è completa, è un continuo cantiere. Ma è così che dev'essere. Ne vedo anche una con un bel crepaccio, un bel canyon risolutivo, ma non la prenderò, mi amo e mi rispetto troppo. Continuo a guardarmi attorno, in una strada nuova si può sempre tornare indietro, ma l'indietro è adesso, è l'incrocio, non quello che mi ha fatto arrivare qui. E' complicato. E mi secca. Non posso continuare a stare qui, mi fa male, mi sento prigioniero in questa specie di limbo, prigioniero di un passato che non tornerà e di un futuro che non conosco. Che fastidio. Cerco di guardare, ma non capisco ancora se sono solo ad un semaforo, ad un bivio, un trivio, un quadrivio. Come se fossi in una rotonda immensa che non ti fa vedere le strade che puoi prendere. Mi incazzo, se la strada fosse continuata non avrei questi dubbi, non starei così. Ma le strade finiscono, si trasformano in altre strade, Andre, non puoi farci niente. Se mi cercate sono qua ancora per un po', all'incrocio tra chi ero e chi sarò.
mercoledì, 27 luglio 2005
Giornata marittima. Stamattina decido di mettere in pratica le parole della mia adorata Sorellona, cioè quelle di rilassarmi e godermi la vita. (Rilassarmi è già un passo avanti, per il resto ci stiamo attrezzando!) Da spilorcio che risparmia per un viaggio che forse mai farà e che se farà farà sicuramente da solo, parcheggio il mio bolide, il General Lì, a due km e mi dirigo verso la spiaggia libera. Subito infastidito dal bagnino che pensava di essere a Venice Beach e di fare parte di Baywatch, mi tuffo nel libro che ho comprato lunedì, Margherita Dolcevita, di Benni. L'ho divorato. Niente di filosofico, niente di pesante, ma disarmante per le capacità di dare uno spaccato del mondo di oggi tra un Nonno che si mitridatizza con surgelati scaduti e una Baciolini, la libertina della classe. Lo so che non si dovrebbe fare, ma voglio riscrivere qualche riga che merita, in quanto così attuale, odierna, ovvero le osservazioni di Margherita rivolte ai clienti di un bar presi nelle loro conversazioni:
"E di colpo ho capito. Quei signori e signore e ragazzi e ragazze seduti, tutti avevano ragione. E parlandone, si rafforzavano in questa certezza. E la loro ragione era costruita su dileggio, sulla rovina, sul disprezzo degli altri. E più parlavano, più la ragione cresceva e chiedeva il suo tributo di parole, di minacce, di gesti. E sempre più gli altri, quelli dalla parte del torto, diventavano lontani e miserabili. Ma guardando oltre la strada, nei bar di fronte, altra gente era seduta, e anche loro avevano ragione. Una gigantesca, unica ragione divideva il mondo in quelli che l'avevano, cioè tutti, e gli altri, cioè tutti."
Poi, giunta ora di cena prendo la mia roba e regalo la mia invidia ad un gruppo di amici che gioca spensierato a beach volley.
Perchè mi accorgo sempre più che io ne ho sempre meno.
Pensoso, abbronzato e sfinito, vo a dormire.
Notte.
martedì, 26 luglio 2005
L'ennesima sigaretta, il cane che dorme e sogna di correre, e in testa (e nel pc) questa canzone...
Felicità
improvvisa vertigine
illusione ottica
occasione da prendere
parcheggiala
senza frecce o triangolo
tutti dormono già
e si é spento il semaforo
Ieri a te
oggi io sono il prossimo
quanto durerà
io lo chiedo agli altri ma
si vede che
c'era un filo invisibile
se n'è andata via
resta la scenografia
Felicità,
ricordare é un pericolo
come si elimina
un quintale di fosforo?.
E infatti, infatti non dimentico
la mia fotografia
e l'amore se non ce l'ho
Ripeterei tutto quello che è passato
comprese le tue bugie
perché le scoprirei molto prima e senza aiuto
Precipita
dallo spazio un giocattolo
di alta robotica
è il futuro fantastico
Ripeterei tutto quello che m'hai dato
comprese le tue bugie
perché le scoprirei molto prima e senza aiuto
Felicità
dichiarata fac-simile
dal giudizio che ha
rilasciato un orefice
quella vera sarà
senza un graffio di ruggine.
(Chiedimi se sono felice, S.Bersani 2002)
Eh sì, non posso che tramutare il mio BG in BG Mistrà, per onorare la messora di ciarleria pura del tg2 alle 13.30. E' come avere uno Studio Aperto che non ha la pretesa di essere un tg e che non parla di costantino, che volete di più? Indi, vo con le rubriche
BG Motori
Sabato, diluviata che io speravo fosse universale. Esco dalla macchina come un furetto,e ovviamente lascio i fari accesi. Ma porc... Apro di corsa col telecomando, faccio per aprire la portiera e... mi rimane di nuovo in mano la maniglia. Ora si entra come Bo e Luke, sono aperte le selezioni per Daisy, mandare foto. Astenersi dalla terza di seno in giù.
BG Motori/2
L'auto del nonno ho scoperto essere stata costruita con pezzi di cimitero indiano. Quando mia sorella mi ha detto che si accendeva senza la chiave pensavo fosse un tipico esercizio della sua mariuolità, poi quando l'ho accompagnata al cinema e ho trovato la Fiat accesa mi sono dovuto ricredere. Fari accesi, tergicristalli impazziti. Paura. Decido di impicciarmi, e sebbene io di meccanica ne capisca come di calcio o come Alessia Fabiani di cultura, apro il cofano e trovo un pezzo marcio e staccato che mi guardava bramante l'eutanasia. Avvertito il nonno il giorno dopo, gli facciamo telefonare all'Aci dove ha fatto il tagliando il mese scorso. E che gli dicono? Che è successo perchè la macchina ha preso la pioggia. Wow! non sapevo che le auto fossero progettate come complemento d'arredo o per uso interno! Alla domanda riguardante il motore gli rispondono che nelle revisioni quelle cose non le guardano. E certo, uno spende 180 euro perchè i meccanici verifichino l'allineamento degli specchietti e regolino l'orologio con il sincrotrone di Belfast. Ma si può?
BG Religion
Ovvero l'ufficializzazione della mia non conformità alla Chiesa. Tornando a casa, il nonno decide di dare l'ultimo saluto a Don Mario, la cui salma si trova in una confraternita francescana (o una roba simile). Esco dalla macchina e subito mi accorgo che la mia maglietta era leggermente fuoriluogo (e giuro che non l'ho fatto apposta). Che c'era scritto? Satan wants me for a popstar...
BG SMS
Non riesco ancora a non rimanerci di merda a scrivere messaggi ad amici e non ricevere risposte. E pensare che chi è Dublino mi ha risposto, chi è a pochi km da qua no. Grazie!
Il caldo o le caldane colpiscono anche la stampa locale. Ed è così che sul Fessaggero, versione Udine, sabato in prima pagina mi spiaccica il titolone: "Rumori molesti, più controlli i città". L'intento ufficiale, oltre a quello di riempire la pagina, era quello di far conoscere ai "cittadini" l'inizio di una collaborazione tra polizia municipale e Arpa (Agenzia Regionale per la Protezione ambientale) un controllo sui decibel nella ridente (eppur sdentata) città, con tatnto di possibilità di segnalare zone per il monitoraggio. Chi ha la fortuna di non abitare qui non sa che il comune in questione non brilla per movida notturna, nè per propensione alla caciara. Inoltre, i provvedimenti imposti dalla giunta comunale in tema traffico (vedi qui e qui)hanno allontanato negozi e locali, indirizzandoli verso l'hinterland (o meglio: i campi) e i centri commerciali. Ormai in centro non si va più, i parcheggi (quando ci sono, c'est a dir quando non sono stati tolti) arrivano a costare 1,80€ all'ora, i negozi chiudono, i commercianti piangono e si inventano la qualsiasi per cercare di attirare gente. Il friulano medio preferisce di gran lunga farsi sei km in più e immergersi in un paradiso(dipende dai punti di vista) che offre 70 negozi, parcheggio gartuito coperto e la possibilità di entrarci alle 9 e uscire alle 22, mangiare, bere, ballare, fare palestra, arredare casa, farsi la piega e ovviamente con carrello stracolmo e portafoglio vuoto.
Adesso, alla politica di desertificazione ci aggiungiamo le lamentele che, cito da giornale di oggi, riguardano "tombini rumorosi, ciclisti, cani che abbaiano, clacson per l'Udinese, schiamazzi dei neolaureati" e infastidimenti dati dal centro salesiano che fa l'Estate Ragazzi (e termina sempre la serata finale alle 11). E poi ci si chiede come mai la città sia deserta. Aggiungiamoci il fatto che il friulano ha un carattere chiuso, sopsettoso (ma in fine bonario), che crede ancora che il concetto di accoglienza sia un fatto puramente commerciale.
Schifato da questa città, ci esco il meno possibile, e abitando in centro, vorrei sapere dov'è che i miei zelanti concittadini hanno sentito casino. Chiunque cammini in strada dopo l'ora di cena si trova in mezzo ad un deserto di ciottoli e palazzi, la sera in giro non c'è nessuno. I locali sono praticamente incentrati in una piazza, ove le case abitate e non trasformate in negozi/uffici saranno il 20%. Ma ci si lamenta lo stesso. Un sms lamentava il fatto che dall'imposizione del divieto di fumo fa stare la gente all'esterno, che così parla, ascolta musica e lascia i mozziconi per terra. Qualora non lo sapesse, la zona pedonale è proprietà del comune e non sua signora, e la gente può sostarvi. Se vedere e sentire gente sotto casa non le aggrada, può sempre prendere e trasferirsi in mezzo alla tristezza delle alpi carniche. Un'altra signora si lamentava del centro estivo che si è permesso di festeggiare. Esistono i tappi di cera, la festa finisce sempre per le undici (e lo so perchè ci ho lavorato 5 anni là) e se sua figlia non dorme forse è dovuto al convivere con una madre isterica che non fa altro che fare su e giù per il suo appartamento sciabbattando e lamentandosi. Inoltre, tra casa sua e il centro (visto che ci da via e numero civico) ci sono due campi, diversi alberi e una ferrovia. Ah, e il centro è un centro salesiano, non un rave party, quindi in due ore di spettacolo si sentono sì e no sette canzoni, quattro inni di squadra e due ave maria. La signora Anna G. B., invece, si lamenta indignata dei neolaureati che festeggiano, definendoli ben lontani dalla goliardia, e si sente infastidita da "cortei". Signora, non vedo perchè proiettare la sua quinta elementare su chi si è fatto un mazzo tanto per studiare e per un quarto d'ora si permette di fare un po' di casino. Ho visto e partecipato a quelli che lei definisce cortei, e mi creda, sono nulla in confronto a ciò che accade in una vera città universitaria.
La cosa divertente è che oggi l'articolo dichiarava l'esatto opposto di sms e dell'articolo di sabato. Dalle mie risposte penso si intuisca come la penso sulla questione e penso che manderò anch'io il mio messaggino visto che il sondaggio è ancora aperto, dichiarandomi infastidito dal rumore di una città triste, chiusa e provinciale.
domenica, 24 luglio 2005
AAAA Fisioterapista cercasi: Janette sbrigati a finire quelle minchia di ferie chè me sto a piegà come 'n origami.
giovedì, 21 luglio 2005
Andrea s'è perso, s'è perso e non sa tornare
Andrea s'è perso, s'è perso e non sa tornare
Andrea aveva un amore Riccioli neri
Andrea aveva un dolore Riccioli neri.
C'era scritto sul foglio ch'era morto sulla bandiera
C'era scritto e la firma era d'oro, era firma di re.
Ucciso sui monti di Trento dalla mitraglia.
Ucciso sui monti di Trento dalla mitraglia.
Occhi di bosco, contadino del regno, profilo francese
Occhi di bosco. soldato del regno, profilo francese
E Andrea l'ha perso, ha perso l'amore la perla più rara
E Andrea ha in bocca un dolore la perla più scura.
Andrea raccoglieva, raccoglieva violette ai bordi del pozzo
Andrea gettava Riccioli neri nel cerchio del pozzo
Il secchio gli disse, gli disse - Signore! Il pozzo è profondo
più fondo del fondo degli occhi della Notte del Pianto.
Lui disse - Mi basta, mi basta che sia più profondo di me.
Lui disse - Mi basta, mi basta che sia più profondo di me.
(Andrea, F. De Andrè 1974)
Pesci,
Continua la fase positiva ed in questa giornata sarai agevolato nelle problematiche attinenti il settore lavorativo. In ambito affettivo, dovrai essere piu' romantico e amorevole nei confronti della tua partner. Un consiglio: riempila di attenzioni!
A domani.
mercoledì, 20 luglio 2005
There's things I want,
There's things I think I want,
There's things I have,
There's things I wanna have,
Do I want the dreams?
The ones were forced to see?
Do I want the perfect wife?
The word perfect, ain't quite right
Shopping every day, take it back the next break,
They say the more you fly,
The more you risk your life
I'm just looking,
I'm not buying,
I'm just looking,
Keeps me smiling
A house I've seen,
Another coulda' been,
You drenched my head,
And said what I said,
You said that life is what you make of it,
Yet most of us just fake
I'm just looking,
I'm not buying,
I'm just looking,
Keeps me smiling
I'm just looking,
I'm not buying,
ooh, I'm just looking,
Keeps me trying
I'm just looking,
I'm not buying,
ooh, I'm just looking,
Keeps me smiling
There's things I want,
There's things I think I want,
There's things I have,
There's things I wanna have,
They say the more you fly,
The more you risk your life
Well I'm just looking,
I'm not buying,
I'm just looking,
Keeps me smiling.
(Just Looking, Stereophonics 1999)
Mascia e Alessia sono On the road-Con loro anche de Blanck e Ventura
Reporter d'assalto, in terra spagnola. Per scovare i luoghi più suggestivi e i personaggi più bizzarri. Inviate speciali sono Alessia Fabiani e Mascia Ferri, Giada de Blanck e Alessia Ventura. Le due coppie saranno al timone del programma On the road, il programma su Italia1 in onda in una veste rinnovata da venerdì 5 agosto in seconda serata. La loro missione: raccontare la Spagna meno conosciuta (a chi? a loro? Abbiamo tutto sto tempo?).
Madrid, Tarifa, Bilbao, San Sebastian, Ibiza, Formentera e Barcellona queste le mete che raggiungeranno per visitare i luoghi più suggestivi, incontrare bizzarri personaggi vivendo situazioni al limite dell’incredibile. La Spagna che Alessia Fabiani e Mascia Ferri, Giada de Blanck e Alessia Ventura mostreranno sarà sia la terra di cultura (cultura e Fabiani non so perchè ma mi sa di dissonanza), benessere, ricchezza, mondanità, regalità e divertimento ma anche luogo di culti esoterici, locali trasgressivi e spiagge frequentate senza pudore.
Divise in coppie, le nostre reporter per caso condurranno i telespettatori in quella Spagna che solo una piccola percentuale di turisti italiani conosce (infatti Madrid Bilbao Iibiza Formentera e Barcellona nessuno le conosce, ndb): Mascia e Alessia Fabiani frequenteranno i luoghi più proibiti, mentre Giada e Alessia Ventura quelli più lussuosi e chic. Le telecamere saranno le loro onnipresenti compagne di viaggio, perfino nei momenti di relax e negli attimi privati( ah beh allora...). Le quattro reporter si vedranno lavorare, dormire, mangiare, ridere, scherzare e litigare. A seguire tutte le fasi delle loro avventure dall’Italia, con il ruolo di narratrice, ci sarà Elisa Alloro che, da Latina e San Felice Circeo, riepilogherà brevemente le vicende delle quattro ragazze nel loro tour spagnolo. “On the road” è prodotto da MediaItalia, organizzata con il Patrocinio dell’Ente Turismo Spagnolo, del Comune di Latina, del Comune di San Felice Circeo. (tgcom.it)
E te pareva. Che le Lucignole fossero on the road già lo si sospettava. Ovviamente da cultore della monnezza televisiva non potrò non guardare quest'opera magna.
Permettetemi però di indignarmi: lo faccio in nome di Kerouac, che solo a sentire ste cose si rivolterà nella tomba. On the road. Il titolo del suo libro, simbolo della beat generation che a chiunque l'abbia letto ha fatto venire la voglia della coast to coast, di poter vivere il viaggio come simbolo di vita e non come lasso spaziotemporale da un luogo all'altro, il viaggio come ricerca, come esperienza, come vita. Perchèèèè? Peeeerchè fargli questo? Come possono fare questo quattro smandrappate, con che faccia?
Magari sto dicendo solo cattiverie, il libro l'hanno letto anche loro, magari in quattro, ma l'hanno letto.
Rimango comunque dell'idea che il titolo più azzeccato sarebbe stato quello di una delle edizioni italiane del libro (soprattutto dopo aver visto le esternazioni e il comportamento alla Biennale): Sulla strada.
martedì, 19 luglio 2005
E il clero lo lascia senza sede
(ANSA)- ROMA, 19 LUG -Don Marino Ruggero, 39 anni, vorrebbe partecipare al Grande Fratello per catechizzare i giovani ma, a suo dire, non trova sostegno nella curia.Anzi: saputo della richiesta che don Ruggero, parroco di Villa di Teolo (Pd), aveva presentato per un provino alle selezioni del GF, i responsabili del clero, quasi per ripicca, non gli avrebbero ancora comunicato la sua nuova sede. Il prete si era gia' fatto notare per aver proposto ad un extracomunitaria incinta il ruolo della Madonna nel presepio
Non trova sostegno... ma che strano. Applausi a Don Marino per l'arditezza e soprattutto per la sovversione al presepe. Sovversione poi... Siamo ancora convinti che la Madonna fosse bionda con gli occhi azzurri?
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