Moi, tout simplement

   Una volta era: Andre, un inverecondo e pericoloso mix tra egocentrismo e sfacciataggine...
Ora c'è Andre, tout simplement.

 



MOI
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domenica, 31 dicembre 2006
 

Messaggio del Presidente della Moi, Tout Simplement

Non ho proprio avuto il tempo materiale per poter scrivere il mio annuale bilancio. Lo farò domani, intanto come d'abitudine vi lascio una canzone, che negli ultimi mesi, per quanto difficili, ha segnato un pentagramma importante della mia vita.
For a better 2007
Andre



"I'm a living sunset
lightning in my bones
push me to the edge
but my will is stone

fools will be fools
and wise will be wise
but i will look this world
straight in the eyes

what good is a man
who won't take a stand
what good is a cynic
with no better plan

(hope these words feel pleasant
as they rest upon your ears)

reality is sharp
it cuts at me like a knife
everyone i know
is in the fight of their life

take your face out of your hands
and clear your eyes
you have a right to your dreams
and don't be denied


I believe in a better way
"

.
Un altro imperdibile post di moitoutsimplement @ 21:25 Permalink | commenti (2)
pensieri, out of the town, hyde park corner, bg , mts celebration
 

Canon(no)

Proseguono i nonnipost.
L'altro giorno decido di mettere a posto la stampante, che non caricava più la carta. Anzi, di far mettere a posto la stampante.
Ovviamente serviva scontrino e cose simili, cose che ho perso in blocco, ma proprio tutte eh? Scontrino, cd, manuali, carta fotografica omaggio...
E allora decido di fare una delle mie scenate al centro assistenza. Mi preparo la scena già in macchina, i lacrimoni pronti in tasca.
Entro, enucleo la situazione e mi chiedono la garanzia, mentre trastullano la stampadora. "E' che vede, sniff, sniff... la stampante era di mio nonno che... che è mancato la settimana scorsa e..."
e... non ho fatto in tempo a finire la frase che ZAC! esce una penna ROSSA dal caricatore della carta. Eravamo in 2 nel negozio, io e quello che stavo buggerando. E ho sentito ridere.
Chi era, secondo voi che avendo sempre rinnegato il computer, che avendo sempre usato Pilot come la penna trovata, che essendo sempre stato dichiaratamente ROSSO, che se la stava ridendo???
MIO NONNO!
Che mi ha preso in giro anche dall'aldilà, che mi ha fatto capire che così imparo a cercare la via più facile.
Ora la stampante funziona, e io quella penna me la tengo sempre in tasca.
Un altro imperdibile post di moitoutsimplement @ 21:11 Permalink | commenti (1)
perchè certe cose van dette


venerdì, 29 dicembre 2006
 

tele-nonn

Nonna dIva: Sono rimasta scandalizata, quando tua mama ga visto quela lì le ga fato li auguri e la ga anche baciata.

Moi: Beh, la mamma aveva anche pensato di fare il regalo a Franca (aka vacca a noleggio aka quela li)

Nonna dIva: Cicio, NON FARMI VOMITARE.

...chiaro?
 

comunicazione di servizio/2

plin plon
Si avvisa la gentile postina o il gentil postino che suonare contemporaneamente TUTTI i campanelli manda in tilt il sistema e nessuno le/gli potrà mai aprire.Si rammenta inoltre il fatto che noi preferivamo di gran lunga la postina matta.
grazie e arrivederci
plin plon
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echissenefrega
 

comunicazione di servizio

Plin Plon
Si avvisano i visionari avventori delle telefonate mattutine che prima o po troverò la persona che fa arrivare la scossa all'altro apparecchio in caso di chiamata prima di mezzodì. Nel frattempo ci teniamo a sottolineare che se proprio dovete rompere esistono i cellulari, e che non saranno 20 squilli a farci uscire dal letto.
Cogliamo l'occasione per ricordare a tutti che oggi non faremo nulla di ciò che avevamo programmato perchè fuori è nuvoloso.
grazie per aver scelto la MTS
Plin Plon
Un altro imperdibile post di moitoutsimplement @ 12:18 Permalink | commenti (1)
 

Tekken, passeggeri, pero, Oscar, scheletro e pastasciutta

Comincio a scriver qui finchè internient è da mia sorella.
Oggi mi sono ripreso, restaurato e uscito.
Aperitivi poi degenerati in cena, degenerata in film demenziale. Quasi mi vergogno a dirlo ma ho addirittura giocato a Tekken con la Playstation.
Mi tengo, mi tengo tantissimo, perché di batoste e bastonate ne ho prese. E spero che il passato resti un tempo remoto e rimosso. Ma se riuscissi a essere beffardo di tutto e tutti farei un salto, alto, come quelli sui tappeti. La dico, pronto a pagarla tutta, come ogni volta accade quando dico qualcosa di positivo. Sono contento, mi sembra di essere tornato indietro nel tempo, con la famosa cumpa di cazzari che la mia adolescenza off non mi ha permesso. Sono figure mancanti, non sostitutive di quelle che ho avuto, ci mancherebbe. Quindi, chi ha solo mosso un sopracciglio domani…diarrea!
Non sto sostituendo parti, ne sto aggiungendo nuove nel mio colossal.
Percorriamo tutti la nostra strada, diretti chissà dove, ma là. E, incredibile, a volte incroci e rotatorie non sono un impiccio. Ti permettono di caricare passeggeri, di fare il Kerouak di turno, di fare un po’ di strada assieme, condividendo questo inspiegabile viaggio. Non sono ancora pronto a far scegliere i cd ai miei passeggeri, ma sono pronto ad ascoltare i loro. E dire che se mi ritrovo a fare certi discorsi, è perchè certi passeggeri sono saltati dal finestrino, lasciandomi pieno di paura per il colpo. Certi passeggeri che, forse, avrei dovuto non defenestrare, ma invitare a scendere un po’ prima. Lo dico senza rancore, perché anch’io mi sono lanciato, due anni fa da una Uno bianca (e qui i cinefili rideranno). Ecco, questo è un rimorso. Non ho saputo chiedere di accostare, o meglio, non ho trovato il modo giusto di farlo. Alla fine della fiera ho abbandonato anch’io qualcuno, e ci penso, ogni tanto, sentendomi una merda. Scusa S.
Avendo sempre fatto le cose in grande, anche la mia metaforica auto lo è sempre stata. Adesso mi piace l’idea di poter mettere quella terza fila di sedili, impolverati da un po’.
Come vorrei, come vorrei (cantavano i Ricchi e Poveri) riuscire a fidarmi nuovamente, riuscire a ridere sguaiatamente senza pensare a quando un domani farà male, ad abbassare la guardia e non essere sempre pronto a sferrare il pugno.
Ma so dove ho sbagliato, ed è quando ho messo su l’armatura man size as a child. I colpi più forti per un giovane ragassuolo li ho incassati quando non ero ancora pronto, o troppo presto, quando per me il mondo era “tutti amici, che bello!” Ah, piccolo rotondo Andre…
Ricordo quando sono caduto dal pero. Forse l’ho già scritto, ma che ce volete fa’, è l’età.
Il primo giorno di scuola delle medie. Lì ho capito che non sarebbe stata facile. E come al solito, nel ponderare lammmerda non mi sbagliai. Praticamente un Chipmunk, col cappello di Pippo preso l’anno prima all’Eurodisney e lo zaino di Snoopy. Arrivo, impaurito sorrido cercando un sorriso, e mi trovo i famosi “grandi” squadrarmi come un branco di sciacalli affamati. E i successivi tre anni è stato un continuo ciccione-sfigato-finocchio. Ricordo anche che non sapevo nemmeno che volesse dire, poi a suon di repetitionis l’ho capito. Se poi si fosse conosciuta la mia condizione economica, penso sarei stato derubato, se ai tempi il popolame avesse avuto nel dna (come accade oggi) il concetto di marca-ricchezza. Ho conosciuto l’impopolarità, ho conosciuto che vuol dire fare parte dei paria della scuola, ho visto i miei approcci sentimentali allontanarsi alle superiori perché chi si sarebbe “messa” con uno dei rifiuti sinonimo di seccature? Cosa non mi ha ammazzato? Senza umiltà, avere un cervello ben al di sopra della media delle medie (ahahahh). Poi la linguaccia tagliente, il bullo pluriripetente aveva capito che con me non c’era verso di sopraffazione. Leggere tantissimo, il teatro, la prima campagna pubblicitaria per il comune, il primo premio cittadino per il tema (non dirò mai su cosa). Ma soprattutto mi ha salvato E. Che sebbene con gli anni abbia un po’ perso, è in assoluto una delle persone che amo di più. Sono un elefante, ho una memoria potentissima, tanto per le angherie quanto per gli atti d’amore. E tre anni di vicinanza vera, protettiva e incazzata rimarranno il mio ricordo più bello del mio primo purgatorio. A lei ho detto che è la mia metà della mela, e non a 13 anni…
In quei tre anni ho cominciato a porre le basi della mia adolescenza off, decostruita e assurda, e in questo sì che ero parte del gregge. O forse no.
Fiducia centellinata a poche persone, e soprattutto, sentirmi dire in continuazione che non potevo essere capito da tutti. Perché nella mia testa il tappeto rosso per ogni cosa fatta c’è sempre stato, le prove per l’Oscar le faccio da quando di anni ne avevo 8. Insomma, stiamo parlando di uno che a 11 anni aveva già un payoff, “Andre, di tutto di più.” In effetti l’odio un po’ me lo andavo a cercare…
E quanto mi incazzavo quando mi dicevano “sopporta”! Non capivo perché non si levava l’applauso al mio arrivo, perché le squinzie non vedevano oltre all’attaccapanni che di colpo ero diventato, perché dei cosiddetti educatori mi hanno definito nullità assolutae molto peggio. Credo di esserci arrivato quest’anno alla giusta traduzione vita/Andre, ma non del tutto, a volte mi succede ancora di voler impugnare un metaforico lanciafiamme e zac! Adesso vediamo chi ha ragione…
Wow. Non avevo mai tirato fuori quello scheletro dall’armadio, ossa taglienti che mi hanno fatto malissimo e che spiegano un po’ come sono adesso.
Che stia imparando ad aprirmi veramente, tra un atto e l’altro della mia amata commedia?
Mmmmhh… naaaa…
Che c’era in quella pastasciutta???
Un altro imperdibile post di moitoutsimplement @ 01:39 Permalink | commenti (5)
pensieri, out of the town, al mio incrocio


giovedì, 28 dicembre 2006
 

splindeeeeer

che succede, che succede?
E' possibile che funzioni una volta su 5 peggio che il kinder sorpresa?

At the moment ho tre vaffanculo da spedire a personaggi che si distinguono per:

quadratezza --- VAFFANCULO
qualunquismo --- VAFFANCULO
presuntosità--- VAFFANCULO

Ma non sono dei vaffanculo pieni, di cuore, perchè stiamo parlando veramente di poveretti.
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mavaffan©, perchè certe cose van dette
 

a.a.a. cuoca cercasi

Da qui a 5 minuti è pregata presentarsi donna esperta in cucina per pranzo per prova.
Possibilmente gnocca per eventuale sfornellio ignuda.
Garantita max serietà, astenersi rompiballe salutiste.
Io non ho voglia di cucinare e a stento ricordo dov'è la cucina.
Grazie.
Un altro imperdibile post di moitoutsimplement @ 13:23 Permalink | commenti (5)
echissenefrega, aiuta un single
 

sfebbrato

Tornato a temperature normali e non da arrosto in rosticceria, tornata l'insonnia, e quindi ecchime qua.
La news dei dì di festa è che la stampante superfigheira ha deciso di non caricare più la carta. E indovinate un po' che è sparito dalla faccia della terra? Lo scontrino! Che bello!
Ma non solo lo scontrino, anche il manuale, le istruzioni, la carta fotografica omaggio, il cd di installazione.... ergo lo stargate presente in camera mia si è riaperto. E dire che ho passato tutto il pomeriggio a cercarlo, cogliendo l'occasione per rendere nuovamente calpestabili i miei 12mq², poichè dalla regia mi era stato fatto notare che non tutti gradiscono fare "un due tre stella" per giungere dalla porta al letto. Chissenefrega aggiugerei, visto che chi nel letto ci vive, c'arriva saltando.
Che altra importante considerazione dovevo condividere col mondo? Ah sì.
Senza Sky non ha senso essere ammalati. La tv generalista non propone il pattume necessario a chi non può avvicinarsi a niente di scritto causa concerto dei Ramones in testa.
Per fortuna che Raisat Cinema mi ha regalato Agata e la tempesta. (Vicino a me in qs momento: Agatha è la tempesta)
Comincia a bazzicarmi per la mente la struttura dell'ormai classico bilancio di fine anno. Ho rivisto quelli passati (notando con piacere un'evoluzione), e sebbene l'anno sia cominciato male e concluso ancora peggio, il bilancio sarà diverso da quelli 03 04 e 05.
Magari è ora di andare a dormire, i commenti a domani (ti tengo d'occhio Gio!)

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out of the town, perchè certe cose van dette


martedì, 26 dicembre 2006
 

La Febbre

No, niente cineforum su D'Alatri.
Stanotte è giunta la febbre, con tanto di superbrividi che mi hanno fatto vestire con tre maglioni calzettoni e cane.
Ditemi dove posso andare a riciclarmi, e buon 2007.
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Casomai

L'ho nominato stasera quel film, mentre appoggiavo la schiena sulla macchina col tetto ghiacciato, mentre sentivo il ghiaccio arrivarmi al petto. Saluto gli amici, salgo in macchina, e parte in random Spaccacuore, come  avrete immaginato dal post di prima.
Ora, ho appena finito di rivederlo, quest'anno non ci ero ancora caduto nella trappola del mio film metafora.
I lacrimozzi sono scesi anche stavolta, constatazione che non ci riesco proprio ad arrivare ai livelli di insensibiltà cui sto mirando per difesa.
E penso. Penso alle donne che ho avuto, e faccio parallelismi con questa storia filmata. Non vedo la mia Stefania Rocca, ne vedo due che avrebbero potuto sostenere la parte. Una la solita, Lei, che non sento più da quella serata in cui ho avuto la "felice" notizia della sua convivenza, con uno che nemmeno sapevo esistesse.  E mi accorgo come il collage sulla faccia della Rocca abbia cambiato ritaglio. Non c'è più.
Ora mi sono incaponito con la versione internazionale del mio film. O forse me ne sono autoconvinto, non lo so neanch'io. Però se devo pensare a qualcuno me souviens Elle, Marianna. E dire che è proprio una cazzata a mente lucida, ci siamo visti per così poco, seppur così intensamente. Ho visto il trailer, la musica esotica era alta, vedevo i pattinatori come nella pellicola, vedevo me e lei in una coreografia che, con il terrore della parola, definirei eterna.
Ma si sa, io ci lavoro e ci lavoro pure troppo con l'immaginazione. Basta un'espressione, uno sguardo, la piega sinistra della bocca sulla guancia per fottermi alla grande in questo senso.
Devo ancora studiarmi a fondo per capire la questione, questa questione.
Il me agguerrito combattente dice te lo farò capire ragazza mia cos'hai sottovalutato. E credo che non appena ne avrò la possibilità lo farò. Sapete, quando punto una cosa è quella o niente.
Il me insicuro e disilluso mi fa dire non era destino, nemmeno stavolta. E sono stufo dei nemmeno stavolta. Perchè erano prevedibili per il vecchio Andre, o per lo meno, più prevedibili che adesso. Adesso non me ne frega più niente di impressionare a tutti i costi, perchè so che quella mattina in cui mi sveglio stufo di pensare che lei sia Lei capiterà.
Ciò che il me titubante intende dire, è che se non funziona anche l'Andre unplugged, allora non so che fare. Mi verrebbe da dire che se non funziono nè artefatto nè nature, allora non funziono e basta, e forse quella fottuta visione di me in Porsche con solo il cane vicino si avvererà. Ma non credo che un'essere umano sia inadatto alle relazioni. Fosse così ce ne sarebbe stato solo uno in tutta la storia.
La mia di storia mi porta a fare certi pensieri, cioè a cercare la causa in me. Non può essere così, non ci credo, una relazione comporta due di tutto. Pure degli insuccessi.
Che sia semplicemente che a Elle non gliene fregasse e basta? Potrebbe essere un'ipotesi non da sottovalutare.
Non so.
Fatto sta che in fase di decollo l'aereo è come se avesse finito la benzina. E credetemi, dopo tanto tempo, io ero proprio pronto al decollo. Rimangiandomi il cinismo, mettendo in discussione la mia libertà.
Credendo così fermamente nella condivisione è una mancanza non condividere anche la sfera sentimentale, affettiva.
E' come se il tavolo traballasse, se mancasse un pezzo del puzzle, come vivere senza un braccio, sì, ma come?
Basta, non devo guardare certi film autolesionisti, è ora di spegnere il cervello e di appoggiarlo sul comodino.
Buonanotte.
Un altro imperdibile post di moitoutsimplement @ 03:35 Permalink | commenti (2)
pensieri, out of the town