Moi, tout simplement

   Una volta era: Andre, un inverecondo e pericoloso mix tra egocentrismo e sfacciataggine...
Ora c'è Andre, tout simplement.

 



MOI
COMMENTS
utente anonimo in o42
ARCHIVIO
oggi
novembre 2009
ottobre 2009
settembre 2009
agosto 2009
luglio 2009
maggio 2009
aprile 2009
marzo 2009
febbraio 2009
gennaio 2009
novembre 2008
ottobre 2008
settembre 2008
agosto 2008
luglio 2008
giugno 2008
maggio 2008
aprile 2008
marzo 2008
febbraio 2008
gennaio 2008
dicembre 2007
novembre 2007
ottobre 2007
agosto 2007
luglio 2007
giugno 2007
maggio 2007
aprile 2007
marzo 2007
febbraio 2007
gennaio 2007
dicembre 2006
novembre 2006
ottobre 2006
settembre 2006
agosto 2006
luglio 2006
giugno 2006
maggio 2006
aprile 2006
marzo 2006
febbraio 2006
gennaio 2006
dicembre 2005
novembre 2005
ottobre 2005
settembre 2005
agosto 2005
luglio 2005
giugno 2005
maggio 2005
aprile 2005
marzo 2005
febbraio 2005
gennaio 2005
dicembre 2004
novembre 2004
ottobre 2004
settembre 2004
agosto 2004
luglio 2004
giugno 2004
maggio 2004
aprile 2004
marzo 2004
febbraio 2004
gennaio 2004
dicembre 2003
RUBRICHE
@movies
bg
tv
aiuta un single
al mio incrocio
capitolosei
clip of the week
echissenefrega
free burma
hyde park corner
le vite degli altri
mavaffan©
mts celebration
nonna diva
onirico
out of the town
pensieri
perchè certe cose van dette
LINKS
<--libera uscita-->
>>>ParisMobs<<<
Clinica Sultana
Il Favoloso Mondo Dei Singles
Interprete di me stessa...
Rubando una spiaggia
Stavo pensando...
veni::audivi::vici
SPAZIOLIBERO
coming soon
DISCLAIMER
Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza nessuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001. Le immagini presenti sono tutte trovate su internet tramite motori di ricerca: qualora i proprietari dei copyright sentissero violati i loro diritti, basterà lasciare un commento e provvederemo all'immediata rimozione.
FUMATE PURE
In questo blog non si applica l'art. 51 della legge 16 gennaio 2003, n. 3, prevista per il 10 gennaio 2005 ex art. 19 del decreto-legge 9 novembre 2004, n. 266 relativa al divieto di fumo.
WARNING
DIAMO I NUMERI
Avete subito il mio fascino 1692*loading* volte

AWARDS


venerdì, 01 maggio 2009
 

onirico 33

Entro in sala d'aspetto, è tutto così marroncino da essere irritante. Le pareti, le poltrone, la moquette, la segretaria sono marroncine. Mi siedo, e guardo fuori dalla finestra, quella casa lì è uguale a quella dove sono nato, ma li non ci hanno fatto un museo, c'è ancora gente in cucina. Sono nervoso, come tutte le volte che devo fare una visita, e questa volta lo sono di più perchè il mio francese fa schifo. Più lo capisco e meno riesco a parlarlo, che nervoso. Forse nemmeno lo capisco, perchè vedo entrare un impermeabile blu e un cappello da pioggia, e non credo che il medico faccia le visite di gruppo. A meno che questo non sia un set di un film porno. Ciò in effetti spiegherebbe l'impermeabile.
Non ci posso credere, non è possibile. Non puoi essere tu dai, non possiamo incontrarci sempre e solo a Parigi, soprattutto dopo averti visto a Milano la settimana scorsa mentre uscivi dalla mostra. Ti accorgi di me anche tu. Non diciamo nulla e continuiamo a fissarci. Sì sei tu, sì sono io.
Ciao, cosa fai qui? Aspetto il mio turno per il film porno. Ridi, con la punta della lingua in mezzo ai denti, una delle cose di te che mi ha fatto perdere la testa per te l'anno scorso. Si parla del più e del meno, del freddo che in questa città è più pungente di quello di Milano, e ti fermo. Per favore, non parliamo del tempo. Non farmi incazzare.
Da quando ti ho scritto l'ultima volta a Novembre per dirti che arrivavo qui, non ci siamo più sentiti. Perchè tu non mi hai risposto. E visto che non ho nulla da perdere, te lo chiedo. Mi dici che avevi le prove e non riuscivi a connetterti a internet, e dopo due settimane ti sembrava idiota rispondere conoscendo il mio brutto carattere. Mai sentito parlare del telefono? E' una cosa che si tiene in tasca, con dei tasti con sopra dei numeri. Ce l'ha anche mia nonna.
Ridi, no, non farlo, lo sai che sono debole quando sorridi, non riesco ad odiarti per aver sottovalutato il mio orgoglio, per averti visto fuori dalla mostra con quello lì. Marroncino vestito come tutto questo studio. No, non voglio cedere, anche se sono qui per il ginocchio che fa male, faccio uno scatto e faccio per andarmene. Con una forza che non pensavo avessi mi blocchi, e io chiudo gli occhi, perchè so che mi guardi, e stavolta so che perderei la gara a chi regge di più lo sguardo. Giro la testa, sento dopo mesi la tua guancia sulla mia e sono contento di avere la barba, così tengo qualche millimetro a separare la nostra pelle e il mio prossimo errore.
Ma poi non resito, ti guardo, odio amare il tuo sguardo che è scuro come il mio, ma così diverso dal mio. Il mio è inquieto, malinconico, irrisolto, il tuo invece è calmo, è il buio in camera da sotto il piumone, è un bosco fitto da cui passano dei raggi di luce, è il mare di Grado che si accascia di notte sugli scogli pacifico mentre una piccola barchetta torna a riva.
Smettila, mi dici, smettila. Guardo fuori, non capisco se quella pioggia è sul vetro o sul mio occhio. Molli la presa. Mi guardi dritto negli occhi mentre siedi su quella brutta sedia marroncina di pelle finta. Il mio cervello qua non ha campo, le mie braccia, partono mentre partono le tue e ci abbracciamo per un momento senza tempo e senza alcuna spiegazione plausibile. Siamo praticamente due sconosciuti, eppure ci trafiggiamo con lo sguardo, tu sorridi come l'anno scorso quando mi hai regalato il giro con la barchetta nella fontana del Jardins des Tuileries. Io sorrido come faccio due o tre volte al secolo, i nostri nasi sono attaccati, sento il tuo respiro sui baffi, evito di dire qualsiasi cosa potesse rovinare il momento, e ti bacio. Anzi, ci baciamo. Tutto ciò che idealizzo di te mi pervade, mi sento SuperMario quando prende l'invincibilità, si vede che brillo? E non so perchè, sento di potermi fidare, sento che tu provi lo stesso anche se non hai i baffi come SuperMario. Sento un solo respiro, e credimi, per uno che è abituato a vedere solo un'ombra è strano e fantastico. Ci stacchiamo e rimaniamo abbracciati. Sento ancora adesso, mentre scrivo a un'ora e mezza di volo da te, la tua presenza, il tuo esistere in completamento al mio essere. E non riesco a tenere gli occhi aperti perchè voglio rivedere quel minuto, quel giro di lancetta nella sala d'aspetto mi è rimasto più impresso della corsa che abbiamo fatto scappando dallo studio, tra la pioggia e le turiste bagnate di soldi di Avenue Montaigne, per poi prendere la metro fradici a Roosevelt, e andare verso casa.
Un altro imperdibile post di moitoutsimplement @ 01:25 Permalink | commenti
onirico